Wing Chun Kuen, in pratica

Intervista a Enea Pieraccini che ci introduce alla pratica e alla didattica del Wing Chun. A Enea è affidato il corso di Wing Chun in partenza il prossimo 10 gennaio 2011 presso il Centro Sportivo Targetti di Rozzano.

 

- Sappiamo che il Wing Chun Kuen è uno stile di Kung Fu finalizzato al contrattacco e all’autodifesa, ideato da una monaca di Shaolin per l’autodifesa di un’altra donna (di cui porta il nome), sappiamo anche che i suoi punti di forza sono nella conoscenza del proprio corpo – più che su applicazioni acrobatiche – che è uno stile semplice da apprendere e molto efficace anche nelle sue tecniche di base. Ma in pratica che cosa si impara seguendo un corso di Wing Chun?
Lo scopo è portare gli allievi a una maggiore conoscenza di se stessi, a permettere a ognuno di capire i propri limiti, accettarli e, poi, superarli. In termini meno filosofici, si impara a conoscere il proprio corpo, a muoversi in maniera coordinata, armonica e automatica e, più concretamente, a tirare pugni e calci… per l’utodifesa.

- Com’è strutturata generalmente una lezione di Wing Chun?
Solitamene una lezione è divisa in tre parti: riscaldamento e Chi Kung; poi studio della prima forma e delle tecniche, e infine applicazione delle tecniche.

 Chi Kung Drawing- Cos’è il Chi Kung?

Il Chi Kung è letteralmente “lavoro per aumentare l’energia vitale”: da oltre 4000 anni è praticato in Cina come metodo curativo, pratica che migliora la salute e rinforza il corpo armonizzando il respiro, la postura fisica e il pensiero. È utilizzato non solo dalla medicina tradizionale cinese a scopo terapeutico, ma anche dalle arti marziali per favorire la circolazione dell’energia, aumentare la propria forza fisica o semplicemente potenziare la propria capacità difensiva. Ecco perché costituisce una parte importante dell’allenamento di Wing Chun.

- E questo spiega anche perché notoriamente il Wing Chun Kuen possa essere praticato – e anzi: consigliato – a donne e uomini di tutte le età, e problemi alla colonna o alle articolazioni non ne impediscono la pratica. Ma a parte quelli fisici, quali sono i benefici che i praticanti possono riscontrare già dopo qualche lezione?

Dopo poche lezioni nessuno, a parte i già citati benefici fisici. Dopo diversi mesi di allenamento sicuramente si sapranno tirare pugni e calci, e utilizzare le principali leve articolari, così come si sarà approfondito lo studio del corpo umano e dei punti vitali. Ovvero: dopo pochi mesi si impara a reagire a un’aggressione esterna in maniera automatica.

- Che intendi con “automatico”?
Tanti corsi di autodifesa ti insegnano a reagire in un determinato modo a seconda del tipo di attacco che ricevi: se ti attaccano nel modo A, allora reagisci nel modo A, se ti attaccano in altro modo, allora devi applicare la tattica tal dei tali, ecc. Nel Wing Chun, invece, si insegnano alcuni principi di reazione e nel corso delle lezioni li si ripete all’infinito; in modo che, in caso di aggressione, non si debba pensare “ok adesso devo fare questa tecnica o l’atra”, bensì si reagisca secondo un principio unico di base. Il principio è: se ricevo una forza esterna devo accettarla, lasciarla passare, e contrattaccare nel punto debole dell’avversario. Non pensare, ma agire.

- Forza passiva a fronte di una forza attiva… Yin e Yang…
Il Wing Chun Kuen (ideato da una donna, ndr) parte dal presupposto che noi siamo fisicamente più deboli del nostro avversario. Non possiamo dunque confrontarci sul piano della forza fisica. Se ricevo una forza esterna, un’energia Yang, devo diventare energia Yin, energia interna. Questo non significa “contrapporre” un’energia all’altra, perché infondo Yin e Yang sono energie complementari.

Esempio: mi aggrediscono prendendomi per un braccio. Non devo reagire cercando di strappare il mio braccio dalla presa dell’avversario, opponendo la mia forza alla sua. Il criterio è: lasciarsi tirare, avvicinarsi all’avversario, usare la carica che lui stesso mi imprime, per sferrare il contrattacco, portando ad esempio un pugno in uno dei suoi punti deboli.

Al contrario: se ricevo un’energia passiva Yin, perché devo reagire con una Yang? Il Wing Chun è un Kung Fu di contrattacco: se nessuno mi attacca, non provoco!

- Quali sono gli ostacoli – se ce ne sono – o le difficoltà iniziali cui occorre far fronte praticando il Wing Chun Kuen?

A livello fisico non ci sono particolari limitazioni. Gli ostacoli principali risiedono in noi stessi, nel nostro ego; nelle preoccupazioni e nelle ansie quotidiane, nelle nostre proiezioni inconsce. Il Wing Chun ti vuole portare ad uno stato di coscienza “neutra”, dove tu sei una nave in mezzo al’oceano: ti dirigi verso la tua meta, ma devi necessariamente accettare le onde e le correnti e non opporti ad esse, senza perdere di vista il tuo sogno, il tuo scopo. Essere come una canna di bambù: accetti il vento, ti pieghi, ma non ti spezzi.

 Bamboo balance

* Enea Pieraccini ha praticato Judo da bambino alla Jigoro Kano di Milano. Affascinato dal personaggio di Bruce Lee, ha studiato per 7 anni il Karate-do ( cintura nera I° Dan di Karate Shotokan, con il M° Shirai e M° Naito ), per poi passare alle arti marziali cinesi ( Kung Fu Choy Lei Fut con Sifu Fung Yip Koo, Tang Lang e Shuai Jao con Sifu Mandrà ), e dedicarsi esclusivamente allo studio del Kung Fu Wing Chun da circa  14 anni. lo insegna da 5 anni ma e’ ufficialmente istruttore ( riconosciuto dal CONI e PWKA ) da 3 anni. Nel Wing Chun, che tutt’ora studia, si è formato con diversi maestri nell’ambito italiano e internazionale ( Sifu G.Zapparratta e Sifu C.Cangelosi e a NY presso la scuola di Leung Ting del Wing Tsun ).

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Una risposta a Wing Chun Kuen, in pratica

  1. capaccioni ha detto:

    Penso sia una persona splendida,inizierò presto anch’io. complimenti.

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